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VINO? SÌ, MA IN BOTTIGLIA DI VETRO E TAPPO DI SUGHERO

4 tipi di vini, 3 tipi di contenitori e 4 tipi di chiusura: uno studio dell’Università di Pisa rivela qual è la soluzione migliore per conservare uno dei prodotti simbolo del Made in Italy

Lo studio

Una ricerca condotta dal professor Gianpaolo Andrich del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, ha messo a confronto tre tipi di contenitori (bag in box da 3 e da 20 litri; tetra brik da 0.25 e da 1 litro, bottiglie di vetro da 0.375 e da 0.75 litri), quattro tipi di vino di diversa sensibilità all’ossidazione (un bianco, un rosé, un rosso novello e un rosso strutturato), quattro tipi di chiusura (sughero, materiale polimerico, a corona, a vite) e varie temperature di conservazione. L’obiettivo dello studio era scoprire quale condizioni garantivano la migliore conservazione del vino.

Il risultato

È la bottiglia di vetro chiusa con un turacciolo di sughero, meglio se conservata in posizione orizzontale, ad assicurare al vino la miglior conservazione nel tempo e a contenere il calo nei componenti più sensibili all’ossidazione che riducono sensibilmente il potere antiossidante e, quindi, il benefico effetto indotto sulla salute.

Per quanto riguarda la sensibilità all’ossidazione, è il bag in box a presentare la maggiore permeabilità all’aria esterna: questo giustifica il limitato tempo per la conservazione di un vino contenuto in bag in box che è di circa 1 anno.

I contenitori realizzati in tetra brik hanno evidenziato una sensibile resistenza alla diffusione dell’ossigeno, inferiore comunque a quella offerta dal vetro!

Il vetro evidenzia la più ridotta permeazione dell’ossigeno e risulta quindi il contenitore più adatto a preservare il vino dall’ossidazione mantenendo inalterate le qualità di questo prodotto più a lungo!

Questo studio conferma la nostra preferenza per il vetro! Del resto… riuscireste a immaginare una serata romantica, a lume di candela e un buon vino che non sia in bottiglia di vetro?!